Che non sia un’altra tragedia greca

Uno scatto del recente 7-2 rifilato al Khimki (Foto Fc Krasnodar)

Tredici mesi dopo il netto ko con l’Olympiacos il Krasnodar ha un’altra opportunità per centrare la prima storica qualificazione ai gironi di Champions League (la Russia non ha mai avuto tre rappresentanti nella stessa edizione). Anche stavolta l’avversario sarà ellenico, quel Paok che due anni fa eliminò nei preliminari lo Spartak Mosca, interrompendo una serie di sei qualificazioni consecutive per le squadra russe impegnate in tale fase della competizione.

Un’ultima spiaggia per il Krasnodar e per tutto il movimento calcistico russo. Sarò forse un po’ troppo estremo, ma la sensazione è che dall’esito del doppio confronto col Paok passi molto del futuro di tutta la Russian Premier League. Lo splendido risultato raggiunto nel nella stagione 2017/2018, curiosamente proprio quella che accompagnava al Mondiale casalingo, ha illuso, consentendo addirittura di sognare il sorpasso alla Francia: le due annate successive, invece, hanno rimesso tutto in discussione, prima con il peggior risultato degli ultimi quindici anni e poi con una campagna europea imbarazzante, conclusa addirittura a dicembre, dietro a tantissime nazioni minori.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2020 non parte con grandi aspettative. La Dinamo Mosca ha salutato l’Europa League dopo una sola gara, sopraffatta dal modesto Lokomotiv Tblisi, il Rostov dovrebbe compiere un miracolo in casa del Tottenham, qualora dovesse superare il Maccabi Haifa, mentre il Lokomotiv, quello moscovita, si è indebolito in maniera tale da diventare una preda ambita da tutti in Champions League. Restano Zenit e CSKA: i campioni di Russia non sembrano più forti di quelli dello scorso anno, bloccati soprattutto da una panchina troppo corta, i secondi, invece, hanno soprendentemente speso molto sul mercato e sono quelli con le prospettive migliori, sempre che non deludano come nella scorsa campagna, quando uscirono mestamente in un girone con Ludogorets, Ferencvaros e Espanyol, poi retrocesso in Liga. Il Portogallo, che comunque si è impegnato per mantenere un livello basso come la Russia, ha effettuato il sorpasso (che, concretamente, significa un posto in Champions League in più) e per almeno un lustro dovrebbe garantirsi il sesto posto nel ranking. Il fatto è che, adesso, la RPL più che guardare avanti deve difendersi da chi le sta dietro: l’Olanda ha ottenuto buonissimi risultati, mentre Belgio e Ucraina si mantengono su standard costanti, sufficienti per mettere paura a chi ha un passo da lumaca, per non dire da gambero. In uno scenario come questo, complice l’eliminazione del Benfica nel turno precedente, Krasnodar-Paok può volere dire molto.

Negli ultimi undici anni la squadra russa che ha preso parte ai preliminari si è sempre qualificata quando ai gironi ce n’era soltanto una, mai, invece, quando ce n’erano due. Un fatto più curioso e paradossale che tecnico, visto che il numero e la difficoltà dei turni era sempre la stessa e la differenza di livello tra la seconda e la terza classificata è alquanto risibile. Basti pensare al Rostov, che nel 2016 annichilì due formazioni esperte come Anderlecht e Ajax, mentre nel 2009 la Dinamo Mosca riuscì nell’impresa di perdere in casa dal Celtic. Di seguito, nel dettaglio, i preliminari delle compagini russe nelle ultime undici edizioni:


2009 (2+1)=Dinamo Mosca, eliminata dal Celtic al terzo turno
2010 (2+1)=Zenit, eliminato dall’Auxerre ai play off
2011 (2+1)=Rubin Kazan, eliminato dal Lione ai play off
2012 (1+1)=Spartak Mosca, qualificato.
2013 (1+1)=Zenit, qualificato
2014 (1+1)=Zenit, qualificato
2015 (1+1)=CSKA Mosca, qualificato
2016 (1+1)=Rostov, qualificato
2017 (1+1)=CSKA Mosca, qualificato
2018 (2+1)=Spartak Mosca, eliminato dal PAOK al terzo turno
2019 (2+1)=Krasnodar, eliminato dall’Olympiacos ai play off


Krasnodar-PAOK consegnerà alla fase a gironi un’esordiente: i greci hanno assaporato la qualificazione due anni fa, quando vennero eliminati proprio dal Benfica, mentre i neroverdi lo scorso anno sono stati annichiliti dal citato Olympiacos dopo una memorabile prestazione in casa del Porto. Nonostante la formazione di Salonicco sia un’avversario rognoso e decisamente ostico questa sembra l’occasione della vita per il definitivo salto di qualità del Krasnodar. I ragazzi di Musaev si sono visti abbuonare un turno, hanno evitato il quotato Benfica e sono gli ultimi (probabilmente per molto tempo) a concludere sul gradino più basso del podio il campionato e comunque potersi giocare la Champions League. Tutti tasselli sagomati in maniera perfetta, tocca al Krasnodar incastrarli nel modo giusto e completare il puzzle finale. Non sarà facile, ma non si può davvero fallire.

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